Il sistema immunitario della mente: come curare l’autostima a tutte le età

Cosa succede al nostro corpo quando le difese immunitarie sono basse? Diventiamo vulnerabili, basta poco per beccarci l’influenza e un piccolo virus può metterci a letto per diversi giorni.

La nostra mente funziona esattamente allo stesso modo. L’autostima non è semplicemente “sentirsi bravi”, ma è il sistema immunitario della nostra psiche.

Quando il sistema è forte gli urti della vita -un rifiuto, un brutto voto a scuola, un fallimento lavorativo o un commento poco gentile sui social- fanno male, ma non riescono a distruggerci. Ci scrolliamo di dosso quella negatività e andiamo avanti. Se il sistema immunitario è debole, invece, ogni minimo ostacolo si trasforma in una ferita profonda, capace di bloccarci per mesi o anni.

La verità che molte persone ignorano è che l’autostima non è un tratto genetico con cui si nasce, ma un “muscolo” che può ammalarsi, che va curato, allenato sempre, a 10 anni come a 50. Per noi genitori la responsabilità è doppia: le nostre difese mentali sono strettamente connesse a quelle dei nostri figli.

Vediamo insieme come funziona questo straordinario meccanismo di difesa e cosa possiamo fare per curarlo e rinforzarlo a tutte le età.

  1. Nei ragazzi:un cantiere aperto e vulnerabile

Per i bambini e per i preadolescenti questo sistema immunitario è ancora in piena fase di sviluppo. I ragazzi non hanno uno storico di successi a cui aggrapparsi e tendono a definire il proprio valore quasi interamente attraverso lo specchio degli altri: prima i genitori, poi gli amici e, ancora, la trappola dei social.

  • la minaccia principale: l’insicurezza cronica, la paura del giudizio dei pari e l’ansia da prestazione
  • Perché è vitale curarla subito: Un* ragazz* con una buona autostima non è quell* che prende sempre 10 o che non sbaglia mai. È un* ragazz* che osa provare, che ha il coraggio di dire no alle dinamiche di gruppo tossiche, che sperimenta nuovi hobby e sa che un cattivo voto definisce la sua preparazione in quel momento, non il suo valore come persona.

2. Negli adulti: la ristrutturazione delle fondamenta

Negli adulti il meccanismo è diverso. Capita spesso di convincerci di avere un’ottima autostima perché la colleghiamo ai ruoli esterni che ricopriamo: la carriera, lo status economico, il sentirsi un genitore “perfetto”. il problema? Se crolla uno di questi pilastri, rischia di crollare l’intera percezione del nostro valore.

  • La minaccia principale: la trappola del perfezionismo, il senso di colpa costante e la tendenza a paragonare i nostri “dietro le quinte” con i “momenti migliori” della vita degli altri.
  • Perché è vitale curarla subito: Un adulto con una sana autostima sa mettere confini sani, sa dire di no senza sentirsi in colpa e non cerca disperatamente l’approvazione altrui. Inoltre, guarisce il proprio dialogo interiore, smettendo di essere il peggior giudice di se stesso.

Il ponte invisibile: l’autostima di eredita’

C’è un legame indissolubile tra le tue difese mentali e quelle di tu* figli*. I/le ragazz* non ci ascoltano quando parliamo, ci guardano mentre viviamo.

Se un genitore si svaluta continuamente, se non si concede mai un momento di riposo, se vive nel terrore di sbagliare, trasmetterà quel modello di “difese immunitarie basse” ai figli. al contrario, mostrare a* ragazz* che anche noi adulti cadiamo, sbagliamo, chiediamo scusa e sappiamo perdonarci, è il più potente boost di autostima che possiamo somministrare loro.

Rinforzare le difese:2 esercizi pratici da fare oggi

L’autostima va allenata ogni giorno con piccoli gesti concreti

  • Per Te (Adulto): a fine giornata, scrivi 3 cose che hai fatto bene e di cui sei fier*. Sposta intenzionalmente il focus da ciò che manca a ciò che c’è.
  • Per tu* figli*: smetti di lodare il suo talento naturale (“Sei un genio”, “Sei bravissimo”, “Sei il migliore”). Loda la sua resilienza (“Ho visto che non hai mollato anche se quella consegna era difficile, mi piace la tua determinazione”).

Prenderci cura della nostra autostima è il regalo più grande che possiamo fare a noi stessi e, di riflesso, l’eredità più preziosa per le generazioni che stiamo crescendo.

Con Amore,

Roberta

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