C’è un momento preciso in cui noi genitori ci rendiamo conto che l’infanzia dei nostri figli è finita: è quel giorno di settembre in cui indossano lo zaino per andare alle medie. Non si tratta solo di un cambio di edificio, o della gestione di dieci (o anche più) professori diversi. Questo inizio è, a tutti gli effetti, il primo vero sbarco nella terra sconosciuta della preadolescenza.
Per i/le ragazzi/e è un momento di grandi rivoluzioni:il corpo che cambia; le emozioni che viaggiano sulle montagne russe; il bisogno di affermazione e di identità che si fa sentire forte e chiaro; il desiderio di essere accettati dai pari e la paura di non integrarsi nel modo corretto. Per noi genitori, invece, è l’inizio di una vertigine. Ci guardiamo allo specchio e ci sentiamo divisi tra l’orgoglio di vederli/e crescere e la tentazione di trattenerli/e ancora un po’ sotto la nostra ala protettiva.
La verità è che il nostro ruolo sta cambiando: non siamo più i registi della loro vita quotidiana, ma stiamo diventando i loro alleati dietro le quinte, il porto sicuro da cui guardarli spiegare le vele.
Ecco tre pilastri fondamentali per affrontare questo inizio insieme a tu* figli*, coltivando la sua autonomia e proteggendo la vostra relazione.
1 Accetta il bisogno di distanza ( non è contro di te)
Se prima ti raccontava ogni dettaglio della sua giornata, adesso potresti ricevere solo monosillabi e grugniti come risposta ala domanda: “Com’è andata a scuola?”. Questo silenzio può far male, ma è un segnale di crescita. I preadolescenti hanno bisogno di creare uno spazio tutto oro per capire chi stanno diventando, sperandosi dalle figure genitoriali.
Non tempestarl* di domande, ma punta sulla presenza discreta. Fagli/lle sapere che ci sei, prepara una merenda, aspetta che sia l** a fare il primo passo. Spesso i racconti più sinceri arrivano quando meno te lo aspetti, durante un viaggio in auto o cinque minuti prima di spegnere la luce la sera.
2 Passa dal controllo allasupervisione
La scuola media richiede un metodo di studio diverso e una maggiore capacità di gestione del tempo. La reazione istintiva di molti genitori è quella di controllare il registro elettronico dieci volte al giorno e programmare ogni pomeriggio di studio. È davvero necessario? Ai nostri tempi (sì, ho veramente usato queste parole!!!) non esisteva il registro elettronico, ma siamo sopravvissuti lo stesso…ed anche i nostri genitori! Tra l’altro questo controllo continuo rischia di deresponsabilizzare i nostri figli.
Prova a fare un passo indietro. Lascia che sia tu* figli* a gestire i compiti, a preparare lo zaino, ad organizzarsi le giornate tra studio e attività. Se dimentica un libro o prende un brutto voto a causa di una distrazione non farne un dramma e non correre a scuola a salvarl*. Le piccole frustrazioni e le conseguenze delle loro azioni sono i migliori maestri per sviluppare la resilienza e il senso di responsabilità. Il tuo compito non è evitare che cadano, ma aiutarl* a capire come rialzarsi.
3 Valida le sue emozioni (e gestisci le tue)
tu* figli* potrebbe mostrarsi apparentemente indifferente o, al contrario, manifestare irritabilità e avere sbalzi d’umore improvvisi nei giorni precedenti l’inizio della scuola. Dietro la maschera del “non mi importa nulla” spesso si nasconde la paura di non essere all’altezza, di non trovare amici o di non piacere ai professori.
evita frasi sminuenti come: “Cosa vuoi che sia!” “Dai,non è niente” o “Vedrai che passerà”. ascolta le sue preoccupazioni e contieni le sue ansie senza farti contagiare. Ricorda che i figli ci leggono dentro: se ti vedono ansioso per questo inizio penseranno che ci sia davvero qualcosa da temere. Mostrati fiducuios* nelle sue capacità.
Il mio consiglio:
In questa nuova fase il registro elettronico potrebbe diventare il terzo genitore incomodo. Cerca di non farlo diventare l’unico argomento di conversazione a cena. Chiedi a tu* figli* cosa lo ha fatto ridere in classe, se ha conosciuto nuovi compagni, quale materia lo incuriosisce di più e quale lo preoccupa.
la scuola media è una palestra straordinaria, non solo per i nostri figli, ma anche per noi genitori. È il momento in cui impariamo l’arte più difficile del nostro viaggio: iniziare a lasciare andare i nostri ragazzi, un piccolo passo alla volta, restando sempre il loro porto sicuro.
E allora, Buone medie ai ragazzi e a voi genitori.
P.S.: Consigliate ai vostri figli di leggere “Pronti per il grande salto. Come vivere la scuola media e gestire ansia, emozioni e nuove sfide” di Alberto Pellai. Vi lascio qui il link: https://link.amazon/B04WdGSio
N.B.: Se senti di aver bisogno di orientarti in modo più efficace in quest nuova fase di vita di tu* figli*, di volere delle strategie adatte al tuo stile educativo e al tuo approccio, o vuoi anche solo confrontarti scrivimi un’email e fissiamo una call gratuita conoscitiva: robertaincardona@yahoo.it




