In questo periodo sto leggendo molto per formarmi e studiare, quindi perlopiù saggi e tomi enormi. Il tempo da dedicare a letture di svago è poco e mi capita spesso di leggere albi illustrati che acquisto per i miei figli.
Ma come albi illustrati? Direte voi. Sono libri per bambini!
Ma siete proprio sicuri che gli albi illustrati sono solo libri per bambini?
Io li leggo per passione ed anche per capire se siano adatti ai miei bimbi o se durante la lettura possa essere necessaria qualche piccola modifica per rendere il testo più comprensibile e intellegibile per loro.
Gli albi illustrati fanno parte di un genere letterario complesso che si rivolge a tutte le età perché trattano temi profondi: amicizia, emozioni, famiglia, lutto, arrivo di fratelli/sorelle, inclusione, diversità, amore, gentilezza…
Spesso, si trovano termini poco utilizzati. Ad esempio, qualche giorno fa, mentre Giulio leggeva mi ha chiesto il significato di “Strabuzzare gli occhi”, in un libro per adulti avremmo trovato quasi sicuramente espressioni come: spalancare gli occhi; alzare gli occhi al cielo, sgranare gli occhi. Apprezzo molto le scelte linguistiche ricercate perché permettono ai bambini di ampliare il loro vocabolario, arricchendolo di parole che anche grazie all’ausilio delle immagini riescono a memorizzare facilmente.
Inoltre, la gran parte degli albi illustrati offre un doppio livello narrativo: una narrazione più semplice rivolta ai bambini che utilizza la relazione tra testo e immagini, ed una narrazione più complessa, dedicata agli adulti, fatta di metafore e significati nascosti.
Le illustrazioni no hanno uno scopo puramente decorativo, ma completano il testo e aggiungono dettagli fondamentali.
L’albo illustrato sembra breve, semplice, un libro per bambini ma permette di sviluppare il senso critico e di allenare il punto di vista perché la sua immediatezza e il rapido accostamento tra immagini e testo possono capovolgere il mondo in un istante.




